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Riforma necessaria per il sistema di stewarding in F1

Riforma necessaria per il sistema di stewarding in F1

La stewarding della Formula 1 attraversa un periodo di tensione e controversia. Eddie Jordan chiede un cambio di paradigma: storditore pagati e competenza legale per riportare equità e professionalità nel mondo delle corse.

La gestione degli steward in F1 è diventata una delle questioni più controverse dello sport nelle ultime settimane, con tensioni elevate tra piloti, ufficiali di gara e fan. Tra i critici più vocali c'è stato il campione del mondo in carica Max Verstappen, che ha espresso la sua frustrazione per le percepite incongruenze e il bias nelle decisioni degli steward. Ora, l'ex team principal della F1 Eddie Jordan è entrato nel dibattito, chiedendo un cambiamento fondamentale nel modo in cui lo sport gestisce l'adjudicazione delle gare. La sua soluzione? Steward pagati, competenze legali e un approccio più strutturato per risolvere il problema dell'immagine dello sport.

Al centro della controversia c'è il ruolo del steward pilota, tipicamente un ex pilota di Gran Premio che viene chiamato a assistere nelle decisioni di gara. A differenza di altre posizioni di alto livello all'interno dello sport, questi ruoli di steward non sono retribuiti. Invece, vengono rimborsati, con individui che si assumono la responsabilità senza alcun impegno permanente. Questo sistema, secondo Jordan, è obsoleto e controproducente, specialmente considerando l'intensa osservazione a cui è sottoposta la F1 da parte di fan e partecipanti.

In una recente apparizione nel podcast Formula For Success, Jordan ha approfondito le sue preoccupazioni. Ha sottolineato che l'attuale sistema è lontano anni luce dalla professionalità che il sport richiede. Con l'asticella così alta in F1, crede che il processo di stewarding debba essere elevato per corrispondere al prestigio e alla scala finanziaria del sport. “Il ruolo è una grande responsabilità e dovrebbe essere trattato come tale,” ha detto Jordan. “Non possiamo permetterci di cadere nella trappola di avere un sistema 'simile al VAR' nel motorsport.”

Per Jordan, la soluzione è chiara: la F1 deve adottare un modello che includa esperti legali e offra una compensazione finanziaria agli stewards. Questo non solo professionalizzerebbe il ruolo, ma garantirebbe anche che le decisioni siano basate su una comprensione più approfondita delle regole e dei regolamenti. La complessità dello sport, con le sue regole intricate e le battaglie ad alta intensità, richiede un livello di competenza superiore rispetto a quello offerto dai soli ex piloti.

Jordan sostiene la necessità di un sistema in cui i giudici siano pagati e tenuti a un livello di responsabilità più elevato. “Abbiamo bisogno di equità, e questo inizia con avere qualcuno abbastanza competente per prendere la decisione giusta nel momento critico,” ha detto. “Penso che sarebbe utile se i giudici fossero più consistenti—se gli stessi volti apparissero regolarmente, in modo che i piloti potessero costruire fiducia e sicurezza nel processo.”

Quest'idea di coerenza è cruciale per Jordan. Egli sostiene che selezioni casuali e una tantum di steward possano portare a confusione e, soprattutto, a parzialità. Indica le frustrazioni di Verstappen con le recenti penalità come un esempio di come la stewarding incoerente possa intensificare le tensioni all'interno del paddock. “Quando hai queste decisioni arbitrarie—‘Era oltre la linea doppia? Lo ha spinto fuori di lì?’—si crea un dramma inutile,” ha continuato Jordan. “Questo mina la qualità della gara.”

Max Verstappen, in particolare, è stato molto critico riguardo alle decisioni degli steward che lo hanno colpito in questa stagione. Le sue accuse di parzialità hanno solo amplificato le richieste per un sistema più strutturato e professionale. Le continue battaglie di Verstappen con gli steward, in particolare riguardo alle penalità per il comportamento in pista, hanno messo in evidenza un problema più ampio all'interno dello sport — una mancanza di trasparenza e coerenza nelle decisioni di gara.

Jordan ha condiviso la frustrazione di Verstappen. “Queste penalità sono assurde,” ha esclamato. “Stavo guardando quello che sembrava un grande battaglia, e poi all'improvviso vedo una ‘penalità di cinque secondi’ o ‘penalità di dieci secondi.’ È frustrante, non solo per i piloti, ma anche per i fan. È noioso e mina lo spettacolo che stiamo cercando di creare.”

Sebbene Jordan riconosca la natura difficile del lavoro di steward, è fermamente convinto che una migliore remunerazione e un approccio più strutturato potrebbero contribuire significativamente a ridurre la rabbia e la confusione riguardo alle decisioni di gara. “Si tratta di equità, non solo per i piloti, ma per lo sport nel suo insieme,” ha sottolineato. “Se riusciamo a fare questo nel modo giusto, aiuterà ad evitare il tipo di aggravio che Max ha recentemente sperimentato.”

I commenti di Jordan hanno innescato una conversazione più ampia sul futuro della gestione delle gare di F1. Con la crescita della popolarità dello sport e i suoi alti rischi finanziari, è chiaro che l'attuale sistema potrebbe non essere all'altezza delle richieste della F1 moderna. La soluzione, come suggerisce Jordan, consiste nel rendere la gestione delle gare un ruolo retribuito e professionale, assicurando che le decisioni siano prese da individui con la necessaria esperienza e autorità.

Per la F1, la sfida sarà trovare un equilibrio—garantendo che il ruolo dei commissari rimanga imparziale, portando al contempo il livello di professionalità richiesto dallo sport. Se le richieste di cambiamento di Jordan saranno ascoltate o meno resta da vedere, ma una cosa è chiara: la F1 deve affrontare i propri problemi con i commissari se spera di mantenere la sua reputazione come il vertice del motorsport.

Alla fine, le osservazioni di Eddie Jordan offrono una prospettiva molto necessaria su una delle sfide più persistenti della F1. Man mano che lo sport evolve, anche le sue strutture devono farlo. Il processo di stewarding della F1 deve rispecchiare gli elevati standard delle squadre, dei piloti e dei fan che investono così tanto nello sport.

Implementando un sistema che remunera e professionalizza il ruolo dei commissari, la F1 può muoversi verso un futuro in cui coerenza, equità e trasparenza siano al centro di ogni weekend di gara. Solo allora lo sport potrà davvero fiorire, libero dalle ombre della controversia.

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Conosciuto per le sue colonne provocatorie, Oscar non ha paura di sfidare le norme. È un sostenitore del trattamento equo degli atleti e, grazie al suo background in giurisprudenza, offre spesso una prospettiva legale sulle questioni sportive.

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